Ieri un certo Xian-Jin Li della Purdue Brigham Young University University, ha pubblicato la dimostrazione del’ipotesi di Riemann, uno dei problemi matematici più noti degli ultimi due secoli. Probabilmente il più noto tra i 23 problemi per il ventesimo secolo che Hilbert enunciò alla conferenza internazionale di Parigi del 1900. L’articolo di Li si intitola, con molta fantasia, a proof of the Riemann Hypothesis e può essere scaricato qui.
Gli ultimi annunci di questo tipo sono arrivati nel 2004 dalla Purdue University, infatti, il professor Louis De Brange, di cui Xian-Jin Li sembrerebbe essere stato studente, aveva annunciato la scoperta di una dimostrazione dell’ipotesi che non ha convinto molto la comunità matematica. Sarà la volta buona? Speriamo di sì, perchè la dimostrazione dell’ipotesi di Riemann permetterebbe a generazioni di matematici di non buttarsi dalla finestra, visto che è alla basa di molta della teoria dei numeri moderna.
Per capire l’ipotesi di Riemann occorre prima definire la funzione Zeta di Riemann ζ(z). La funzione è definita come la somma, per n che va da 1 a infinito, di 1/nz.
In breve l’ipotesi afferma che dato un numero complesso z, se la funzione di Riemann ζ(z)=0 allora Re[z]= 1/2, dove Re è la parte reale del numero complesso. Ex. Re[4+3i]=4.
La sua importanza è data dal fatto che, come ha dimmostrato Eulero, questo fatto è legato alla distibuzione dei numeri primi e questo riveste importanza fondamentale, basti pensare alla crittografia che utilizza in modo massiccio la teoria dei numeri primi.
In ogni caso se la dimostrazione dovesse rivelarsi corretta, l’autore guadagnarebbe un bel milioncino di dollari messo a disposizione dal Clay Institute. Beato lui…
Errata: L’errore iniziale è stato causato dal fatto che Xian-Jin Li ha preso il Ph.D alla Purdue, con De Brange come advisor.
Update: La dimostrazione è sbagliata. Per questa volta niente da fare.
Ipotesi di Riemann su wikipedia
grazie a Luigi per la segnalazione e all’anonimo per la correzione
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