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Biografie Matematiche/5 – Ipazia

Pubblicato da Haris su Luglio 29, 2008

Nonostante nel corso della storia ci sia stato un gran numero di donne studiose di matematica, non sono moltissime quelle che hanno lasciato un ricordo indelebile. Partiamo, allora,  con la prima riconosciuta dalla storia: Ipazia di Alessandria.

Vita

Ipazia (o Ipatia o Hypatia) nacque ad Alessandria d’Egitto tra il 355 dc e il 370 dc. Era figlia di un noto studioso dell’epoca, Teone (Theon) di Alessandria, che la iniziò allo studio della matematica, dell’astronomia, dell’astrologia (vabbè, la scuso solo perchè era il IV secolo) e della filosofia.
Intorno al 400 dc Ipazia insegnava matematica e filosofia alla scuola platonica di Alessandria. In particolare si rifaceva alle idee neoplatoniche di Plotino e Giamblico.
Era molto influente e conosciuta negli ambienti intellettuali della città e molti venivano anche da fuori per seguire i sui insegnamenti. Era diventata il simbolo della cultura scientifca e per questo fu osteggiata da alcuni ambienti cristiani, in quanto simbolo del paganesimo. Nonostante questo ebbe come allievo anche il vescovo di Alessandria, Sinesio, che le riconosceva grandi meriti.

Intorno al 412 Cirillo era il patriarca di Alessandria e Oreste il prefetto (romano) della città. La lotta tra stato e chiesa per il controllo della città era molto accesa. Ipazia era amica di Oreste e, per questo motivo, fu al centro di aspre discussioni e rivolte tra cristiani e non.

Nel 415 Ipazia venne uccisa perchè considerata una minaccia per il cristianesimo, secondo alcune fonti da una setta fanatica di monaci cristiani, secondo altre fu linciata dalla folla incitata da Cirillo (San Cirillo!?!)

Sono molti gli artisti di vario genere che hanno raccontato la vicenda di Ipazia: da Raffaello che la ritrae nella ‘Scuola di Atene‘ a Umberto Eco che ne narra la vicenda in Baudolino, passando per altri autori teatrali, scrittori e pittori.

Matematica

Ipazia è la prima donna, riconosciuta, ad avere una certa importanza nella storia della matematica. Contribuì al lavoro del padre sull’Almagesto di Tolomeo e sugli Elementi di Euclide. Scrisse un lavoro intitolato Sulle coniche di Apollonio, in cui esaminava le idee di parabola, ellissi e iperboli derivate dalle sezioni piane di un cono. Lavorò anche sull’Arithmetica di Diofanto spaziando in sostanza su tutto il sapere matematico dell’epoca.
Purtroppo nessuno dei lavori di Ipazia è arrivato fino a noi.

Alcune fonti le attribuiscono l’invenzione dell’astrolabio, anche se non sembrano molto credibili considerando che l’astrolabio sembrava in uso almeno un secolo prima. Sicuramente sapeva come costruirne uno, come dimostrano alcune lettere di Sinesio.

Link di approfondimento:

Articolo da wikipedia

Biografia da MacTutor

Biographies of women mathematicians

out.

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